Porta la figlia al pronto soccorso per febbre alta ma si rifiutano di visitarla. Mamma si rivolge al numero di emergenza del Gruppo ETAV. Intervengono i carabinieri.

Una giovane mamma porta la propria figlio di 9 anni al pronto soccorso per una febbre altissima, il personale medico, dopo averla fatta attendere diverse ore in sala d’attesa con codice bianco, si rifiuta di visitare la bambina, e il motivo è la mancanza della vaccinazione Covid-19.

Preoccupata, la giovane mamma, si rivolge al numero di emergenza del Gruppo ETAV Cooperative, l’operatore di turno acquisite tutte le informazioni necessarie, trasferisce la chiamata al medico di turno dell’Associazione per i Diritti del Malato che richiede sul posto l’intervento dei carabinieri ed in contemporanea allerta l’ufficio legale.

Malgrado l’emergenza Covid sia terminata, la storia si ripete e sembra quasi che per accedere alle strutture sanitarie per essere visitati, si debba ancora essere in possesso di tampone covid negativo o peggio, di green pass o essere vaccinati covid.

“Le cause che possono portare la febbre alta nei bambini sono diverse”, spiega il medico ADM “non necessariamente il covid, rifiutare una visita per la mancanza del vaccino covid, è comunque un atto ignobile che nessun medico dovrebbe mai compiere”.

Sul fatto in questione la donna ha avuto prontezza richiedendo subito aiuto e decidendo di sporgere denuncia, l’intervento dei carabinieri intervenuti sul posto hanno garantito le cure alla bambina.

Ora la bambina sta bene, e la temperatura si è abbassata grazie alla somministrazione di un antibiotico.

Intanto l’Associazione Cnsumatori Micu3000 coordinata da Claudio Greggio ha preparato un esposto per rifiuto in atti d’ufficio e omissione di soccorso. Ora sarà compito della magistratura stabilire cosa sia successo e decidere le sorti del personale medico in servizio.

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